Traccia di preghiera

Martedì 10 Marzo 2026

Adorazione Eucaristica

(Click here for the English Gospel)

Attenzione: una volta caricata questa pagina ti consigliamo di mettere lo smartphone in modalità aereo per non essere disturbato durante la preghiera. Ti consigliamo anche di abbassare la luminosità dello schermo per non dare fastidio a te e agli altri.

Canto di esposizione

Tempo di ricominciare

Padre nostro siamo qui nella nostra povertà davanti a teTu che di ogni cuore sai storie, luci, lacrime e veritàDacci il tuo perdono che ci risana l’anima con la tua pacePadre nostro tu che puoi tutti i nostri debiti prendili tuIl ritorno che non c’è, la ferita, il torto che brucia di piùIl perdono che ci dai ce lo offriamo tra di noi e lo chiediamo

Oggi è il tempo di ricominciareTempo di perdono nella veritàPer comporre in terra un firmamentoStelle sopra il fango d’ogni povertà e l’unità

Vieni, dolce Spirito, scendi col tuo balsamo, tu che lo puoiDove il cuore sanguina quando grida l’anima dentro di noiSoffia via la cenere, dacci il tuo respiro di misericordiaVieni, Santo Spirito, rialzaci e rivestici di novitàFa’ di noi il tuo lievito che nel mondo semina fraternitàScendi fuoco limpido, scendi fiume carico di primavera

Oggi è il tempo di ricominciareTempo di perdono nella veritàPer comporre in terra un firmamentoStelle sopra il fango d’ogni povertà

Firmamento, stelle sopra il fangoStelle che nel buio brillano di piùFirmamento dal respiro immensoCieli sulla terra qui fra noi sei tu

Oggi è il tempo (stelle sopra il fango)Firmamento (brillano di più)E l’unità (cielo sulla terra)E l’unità (qui fra noi sei tu)E l’unità

Canto allo Spirito Santo

Vieni, vieni Spirito d’amore

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Noi t’invochiamo, Spirito di Cristo
vieni Tu dentro di noi
Cambia i nostri occhi, fa che noi vediamo
la bontà di Dio per noi

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Vieni o Spirito dai quattro venti
e soffia su chi non ha vita
Vieni o Spirito, soffia su di noi
perché anche noi riviviamo

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare
Insegnaci a lodare Iddio
Insegnaci a pregare, insegnaci la via
Insegnaci Tu l’unità

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Lettura dal Vangelo
secondo Giovanni
(Gv 9,1-41)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.

Ritornello meditazione

Cristo Gesù, mia luce interiore
Non lasciar le mie tenebre parlar
Cristo Gesù, mia luce interiore
Donami di accogliere il tuo amor

Ritornello intercessioni

En tu confio Señor
En ti la paz del corazón

Canto di reposizione

Luce

C’è il segreto della libertà
quella vera batte dentro di te
E’ come risvegliarsi un mattino
con il sole dopo un lungo inverno

Nel soffrire mio Signore
ho incontrato Te Dio Amore
Nel perdono nel gioire ho capito che
sei luce per me

Signore sono qui per dirti ancora si luce
Fammi scoppiare di gioia di vivere luce
Fammi strumento per portare intorno a me luce
e chi è vicino a me sappia che tutto in Te è luce

Voglio ringraziarti Signore
per la vita che mi hai ridonato
so che sei nell’amore degli amici che
ora ho incontrato

Nel soffrire mio Signore
ho incontrato Te Dio Amore
Nel perdono nel gioire ho capito che
sei luce per me

Signore sono qui per dirti ancora si luce
Fammi scoppiare di gioia di vivere luce
Fammi strumento per portare intorno a me luce
e chi è vicino a me sappia che tutto in Te è luce

E con le lacrime agli occhi
e le mani alzate verso te Gesù
con la speranza nel cuore
e la tua luce in me paura non ho piú…

Signore sono qui per dirti ancora si luce
Fammi scoppiare di gioia di vivere luce
Fammi strumento per portare intorno a me luce
e chi è vicino a me sappia che tutto in Te è luce

Meditazione

Meditazione di don Luigi Maria Epicoco

Quando è buio, di chi è la colpa? Quando nella vita non si vede più dove si sta andando, di chi è la colpa? Quando le circostanze ti inchiodano sul ciglio della strada, di chi è la colpa? Quando c’è un terremoto, di chi è la colpa?

E’ questa la grande domanda che mette in risalto in Vangelo di oggi: “Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio”. Bisogna rinunciare a leggere la realtà con il metro di giudizio della colpa e dei colpevoli.

La cosa più interessante non è mai di chi è la colpa, ma cosa è nascosto veramente in quel buio. Gesù dice che è così perchè si manifestino le opere di Dio. Sta dicendo cioè che lì dove ci sembra che tutto sia finito c’è invece nascosta un’altra storia. Poi passa all’azione: “Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”.

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”. Il gesto è chiaramente un gesto di profonda intimità (saliva, terra, tocco) e rimanda a una dimensione che forse ci sfugge. Siamo infatti tutti alla ricerca di “religione”, cioè di gesti che esorcizzino l’angoscia e le prove che stiamo vivendo, ma forse dovremmo cercare la “fede”, cioè costruire un’intimità profonda con Gesù proprio al cuore di questa angoscia e di queste prove, senza volerne sfuggire. Solo quando si smette di “evitare” le cose allora si dischiude davanti a noi anche la vista del loro vero significato.

Chiediamo la grazia di questa intimità con Gesù per poter tornare a vedere veramente.

 

Proposta per il tempo di silenzio

Gesù è qui e ti parla
(dove ci sono i puntini “…” fermati e parla con Gesù)

Sorella mia, fratello mio, quanto sono felice di vederti qui accanto a me! …

Parlami di te, ti ascolto. Che cosa ti angustia in questo momento? …

Posso fare qualche cosa per te? …

Ricordati tutto è possibile se credi in me!

Hai qualcuno da raccomandarmi? Parlami dei tuoi cari …

Dei tuoi amici …

Dimmi cosa posso fare per ciascuno di essi …

Hai qualche problema? Mettilo con fiducia nelle mie mani …

Qualcosa non va nella tua vita spirituale? …

Qualche peccato ti opprime? …

Non sai superare qualche vizio? …

Ti è difficile esercitare qualche virtù? …

SONO QUI PER AIUTARTI E PERDONARTI …

Arrivederci fratello mio! Sorella mia! Ritorna presto …

Io sono sempre qui ad attenderti con AMORE …

ENGLISH VERSION

A reading
from the holy Gospel
according to John

( Jn 9:1-41 )

As Jesus went along, he saw a man who had been blind from birth. His disciples asked him, ‘Rabbi, who sinned, this man or his parents, for him to have been born blind?’ ‘Neither he nor his parents sinned,’ Jesus answered ‘he was born blind so that the works of God might be displayed in him.
‘As long as the day lasts
I must carry out the work of the one who sent me;
the night will soon be here when no one can work.
As long as I am in the world
I am the light of the world.’
Having said this, he spat on the ground, made a paste with the spittle, put this over the eyes of the blind man, and said to him, ‘Go and wash in the Pool of Siloam’ (a name that means ‘sent’). So the blind man went off and washed himself, and came away with his sight restored.
  His neighbours and people who earlier had seen him begging said, ‘Isn’t this the man who used to sit and beg?’ Some said, ‘Yes, it is the same one.’ Others said, ‘No, he only looks like him.’ The man himself said, ‘I am the man.’ So they said to him, ‘Then how do your eyes come to be open?’ ‘The man called Jesus’ he answered ‘made a paste, daubed my eyes with it and said to me, “Go and wash at Siloam”; so I went, and when I washed I could see.’ They asked, ‘Where is he?’ ‘I don’t know’ he answered.
  They brought the man who had been blind to the Pharisees. It had been a sabbath day when Jesus made the paste and opened the man’s eyes, so when the Pharisees asked him how he had come to see, he said, ‘He put a paste on my eyes, and I washed, and I can see.’ Then some of the Pharisees said, ‘This man cannot be from God: he does not keep the sabbath.’ Others said, ‘How could a sinner produce signs like this?’ And there was disagreement among them. So they spoke to the blind man again, ‘What have you to say about him yourself, now that he has opened your eyes?’ ‘He is a prophet’ replied the man. However, the Jews would not believe that the man had been blind and had gained his sight, without first sending for his parents and asking them, ‘Is this man really your son who you say was born blind? If so, how is it that he is now able to see?’ His parents answered, ‘We know he is our son and we know he was born blind, but we do not know how it is that he can see now, or who opened his eyes. He is old enough: let him speak for himself.’ His parents spoke like this out of fear of the Jews, who had already agreed to expel from the synagogue anyone who should acknowledge Jesus as the Christ. This was why his parents said, ‘He is old enough; ask him.’
  So the Jews again sent for the man and said to him, ‘Give glory to God! For our part, we know that this man is a sinner.’ The man answered, ‘I don’t know if he is a sinner; I only know that I was blind and now I can see.’ They said to him, ‘What did he do to you? How did he open your eyes?’ He replied, ‘I have told you once and you wouldn’t listen. Why do you want to hear it all again? Do you want to become his disciples too?’ At this they hurled abuse at him: ‘You can be his disciple,’ they said ‘we are disciples of Moses: we know that God spoke to Moses, but as for this man, we do not know where he comes from.’ The man replied, ‘Now here is an astonishing thing! He has opened my eyes, and you don’t know where he comes from! We know that God doesn’t listen to sinners, but God does listen to men who are devout and do his will. Ever since the world began it is unheard of for anyone to open the eyes of a man who was born blind; if this man were not from God, he couldn’t do a thing.’ ‘Are you trying to teach us,’ they replied ‘and you a sinner through and through, since you were born!’ And they drove him away.
  Jesus heard they had driven him away, and when he found him he said to him, ‘Do you believe in the Son of Man?’ ‘Sir,’ the man replied ‘tell me who he is so that I may believe in him.’ Jesus said, ‘You are looking at him; he is speaking to you.’ The man said, ‘Lord, I believe’, and worshipped him.
  Jesus said:
‘It is for judgement
that I have come into this world,
so that those without sight may see
and those with sight turn blind.’
Hearing this, some Pharisees who were present said to him, ‘We are not blind, surely?’ Jesus replied:
‘Blind? If you were,
you would not be guilty,
but since you say, “We see,”
your guilt remains.’
Torna in alto