Traccia di preghiera
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Canto di esposizione
Tempo di ricominciare
Padre nostro siamo qui nella nostra povertà davanti a te
Tu che di ogni cuore sai storie, luci, lacrime e verità
Dacci il tuo perdono che ci risana l’anima con la tua pace
Padre nostro tu che puoi tutti i nostri debiti prendili tu
Il ritorno che non c’è, la ferita, il torto che brucia di più
Il perdono che ci dai ce lo offriamo tra di noi e lo chiediamo
Oggi è il tempo di ricominciare
Tempo di perdono nella verità
Per comporre in terra un firmamento
Stelle sopra il fango d’ogni povertà e l’unità
Vieni, dolce Spirito, scendi col tuo balsamo, tu che lo puoi
Dove il cuore sanguina quando grida l’anima dentro di noi
Soffia via la cenere, dacci il tuo respiro di misericordia
Vieni, Santo Spirito, rialzaci e rivestici di novità
Fa’ di noi il tuo lievito che nel mondo semina fraternità
Scendi fuoco limpido, scendi fiume carico di primavera
Oggi è il tempo di ricominciare
Tempo di perdono nella verità
Per comporre in terra un firmamento
Stelle sopra il fango d’ogni povertà
Firmamento, stelle sopra il fango
Stelle che nel buio brillano di più
Firmamento dal respiro immenso
Cieli sulla terra qui fra noi sei tu
Oggi è il tempo (stelle sopra il fango)
Firmamento (brillano di più)
E l’unità (cielo sulla terra)
E l’unità (qui fra noi sei tu)
E l’unità
Canto allo Spirito Santo
Vieni, vieni Spirito d’amore
Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi
Noi t’invochiamo, Spirito di Cristo
vieni Tu dentro di noi
Cambia i nostri occhi, fa che noi vediamo
la bontà di Dio per noi
Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi
Vieni o Spirito dai quattro venti
e soffia su chi non ha vita
Vieni o Spirito, soffia su di noi
perché anche noi riviviamo
Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi
Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare
Insegnaci a lodare Iddio
Insegnaci a pregare, insegnaci la via
Insegnaci Tu l’unità
Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi
Lettura dal Vangelo
secondo Giovanni
(Gv 9,1-41)
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.
Ritornello meditazione
Cristo Gesù, mia luce interiore
Non lasciar le mie tenebre parlar
Cristo Gesù, mia luce interiore
Donami di accogliere il tuo amor
Ritornello intercessioni
En ti la paz del corazón
Canto di reposizione
Luce
C’è il segreto della libertà
quella vera batte dentro di te
E’ come risvegliarsi un mattino
con il sole dopo un lungo inverno
Nel soffrire mio Signore
ho incontrato Te Dio Amore
Nel perdono nel gioire ho capito che
sei luce per me
Signore sono qui per dirti ancora si luce
Fammi scoppiare di gioia di vivere luce
Fammi strumento per portare intorno a me luce
e chi è vicino a me sappia che tutto in Te è luce
Voglio ringraziarti Signore
per la vita che mi hai ridonato
so che sei nell’amore degli amici che
ora ho incontrato
Nel soffrire mio Signore
ho incontrato Te Dio Amore
Nel perdono nel gioire ho capito che
sei luce per me
Signore sono qui per dirti ancora si luce
Fammi scoppiare di gioia di vivere luce
Fammi strumento per portare intorno a me luce
e chi è vicino a me sappia che tutto in Te è luce
E con le lacrime agli occhi
e le mani alzate verso te Gesù
con la speranza nel cuore
e la tua luce in me paura non ho piú…
Signore sono qui per dirti ancora si luce
Fammi scoppiare di gioia di vivere luce
Fammi strumento per portare intorno a me luce
e chi è vicino a me sappia che tutto in Te è luce
Meditazione
Meditazione di don Luigi Maria Epicoco
Quando è buio, di chi è la colpa? Quando nella vita non si vede più dove si sta andando, di chi è la colpa? Quando le circostanze ti inchiodano sul ciglio della strada, di chi è la colpa? Quando c’è un terremoto, di chi è la colpa?
E’ questa la grande domanda che mette in risalto in Vangelo di oggi: “Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio”. Bisogna rinunciare a leggere la realtà con il metro di giudizio della colpa e dei colpevoli.
La cosa più interessante non è mai di chi è la colpa, ma cosa è nascosto veramente in quel buio. Gesù dice che è così perchè si manifestino le opere di Dio. Sta dicendo cioè che lì dove ci sembra che tutto sia finito c’è invece nascosta un’altra storia. Poi passa all’azione: “Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”.
Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”. Il gesto è chiaramente un gesto di profonda intimità (saliva, terra, tocco) e rimanda a una dimensione che forse ci sfugge. Siamo infatti tutti alla ricerca di “religione”, cioè di gesti che esorcizzino l’angoscia e le prove che stiamo vivendo, ma forse dovremmo cercare la “fede”, cioè costruire un’intimità profonda con Gesù proprio al cuore di questa angoscia e di queste prove, senza volerne sfuggire. Solo quando si smette di “evitare” le cose allora si dischiude davanti a noi anche la vista del loro vero significato.
Chiediamo la grazia di questa intimità con Gesù per poter tornare a vedere veramente.
Proposta per il tempo di silenzio
Gesù è qui e ti parla
(dove ci sono i puntini “…” fermati e parla con Gesù)
Sorella mia, fratello mio, quanto sono felice di vederti qui accanto a me! …
Parlami di te, ti ascolto. Che cosa ti angustia in questo momento? …
Posso fare qualche cosa per te? …
Ricordati tutto è possibile se credi in me!
Hai qualcuno da raccomandarmi? Parlami dei tuoi cari …
Dei tuoi amici …
Dimmi cosa posso fare per ciascuno di essi …
Hai qualche problema? Mettilo con fiducia nelle mie mani …
Qualcosa non va nella tua vita spirituale? …
Qualche peccato ti opprime? …
Non sai superare qualche vizio? …
Ti è difficile esercitare qualche virtù? …
SONO QUI PER AIUTARTI E PERDONARTI …
Arrivederci fratello mio! Sorella mia! Ritorna presto …
Io sono sempre qui ad attenderti con AMORE …
ENGLISH VERSION
A reading
from the holy Gospel
according to John
( Jn 9:1-41 )