Traccia di preghiera

martedì 11 giugno 2024

Adorazione Eucaristica

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Canto di esposizione

Mi perdo
nel tuo amore

Tu sei la mia pace
Tu sei la vera gioiaTu sei il SignorTu sei la mia speranza
Tu sei la mia salvezzaTu sei il Signor

Ed io mi perdo nel tuo amorGuardando la tua santitàUn canto nuovo nasceE l’uomo vecchio muoreRisplendo della Grazia tuaMi perdo nel tuo amore

Resta con me per sempre
Il mondo mi deludeTu sei il SignorIl mio cuore arde se
Ascolto la tua voceTu sei il Signor

Sei il vivente, tu sei il CristoTi riconosco tu sei il SantoLode, gloria, onore a teLode, gloria, onore a te

Canto allo Spirito Santo

Spirito Santo
dolce presenza

Spirito Santo, dolce presenzaVieni a fonderci con la tua volontàConsolatore, luce del cuoreSoffia la tua vita dentro noiInebriaci di te, del tuo amore

Spirito Santo
Spirito di GesùAdesso tu manda noi
Ad infiammare la terraSpirito Santo
Rendici uno in teUsaci come vuoi
Con la tua grazia

Spirito Santo, testimone celesteDonaci sapienza e veritàPromessa del Padre, sorgente di graziaVieni a dimorare dentro noiInebriaci di te, del tuo amore

Scendi su di noi
Scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno

Lettura dal Vangelo
secondo Marco
(Mc 4,25-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.

Canone (meditazione)

Bonum est confidere in Domino
Bonum sperare in Domino

(Bello è confidare nel Signore,
bello sperare nel Signore)

Canone (intercessioni)

Il Signore ti ristora
Dio non allontana
Il Signore viene ad incontrarti
Viene ad incontrarti

Canto di reposizione

Luce

Il segreto della libertà
Quella vera
Batte dentro di te
È come risvegliarsi un mattino
Col sole
Dopo un lungo inverno

Nel soffrire
Mio Signore
Ho incontrato Te
Dio amore
Nel perdono
Nel gioire
Ho capito che sei luce per me

Signore sono qui
Per dirti ancora sì
Luce
Fammi scoppiare di
Gioia di vivere
Luce
Fammi strumento per
Portare attorno a me
Luce
E chi è vicino a me
Sappia che tutto in Te
È Luce

Voglio ringraziarti Signore
Per la vita
Che mi hai ridonato
So che sei nell’amore
Degli amici
Che ora ho incontrato

E con le lacrime agli occhi
E le mie mani alzate verso Te Gesù
Con la speranza nel cuore
E la tua luce in me paura non ho più

Meditazione (Luis Cruz)

Il Regno di Dio è un piccolo seme che cresce, con i suoi tempi, maturando, fino a diventare una spiga straripante, un albero frondoso da dove sgorga la vita. Con queste due parabole il Signore ci incoraggia a confidare in Lui, e non in noi stessi, nelle nostre forze, nei nostri successi. È Lui che ci fa crescere, che dentro di noi ci fa maturare, fino a che la nostra vita diventa un albero frondoso che dà un’ombra pacifica a coloro che vengono al nostro fianco.

Accogliere il Regno di Dio è dunque accogliere qualcosa che non entra nella nostra logica, nel nostro modo di pensare il funzionamento delle cose. Ha una sua logica, una sua forza intrinseca. Va oltre i nostri schemi, dimensioni e misure. Perché inizia in piccolo. Come Gesù, che si è fatto bambino piccolo tra le braccia di una madre. Lui è il seme caduto in terra, che muore e porta frutti abbondanti. È l’unico che può salvare chi si mette al suo fianco, l’unico che ci fa crescere e maturare. La vita di un cristiano non è la vita di qualcuno che fa grandi cose per se stesso, per gli applausi, per il successo immediato. Piuttosto, inizia con un piccolo seme, la cui fecondità dipende dall’unione con Cristo, che ci aspetta nelle cose piccole della nostra vita quotidiana. Come ricordava san Josemaría, “c’è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire. (…) Vi assicuro, figli miei, che quando un cristiano compie con amore le attività quotidiane meno trascendenti, in esse trabocca la trascendenza di Dio.” (Colloqui con Mons. Escrivá, nn. 114 e 116).

Si tratta di avere fiducia, di fare un salto di fede nella potenza di Dio. Il mondo non lo salvano quelli che fanno tutto in modo corretto, organizzato, programmato, ma da persone, come i santi, che sanno andare al ritmo di Dio, lasciandolo entrare nelle piccole cose della nostra vita, confidando che proprio lì faccia grandi cose.