Traccia di preghiera
Attenzione: una volta caricata questa pagina ti consigliamo di mettere lo smartphone in modalità aereo per non essere disturbato durante la preghiera. Ti consigliamo anche di abbassare la luminosità dello schermo per non dare fastidio a te e agli altri.
Canto iniziale
A ti te alabo
A ti te alabo, Señor en tu templo
A ti te alabo con todo el firmamento
A ti te alabo con todo lo que tú has hecho
A ti te alabo, Padre, Hijo, amor eterno
A ti te alabo con trompas y flautas
A ti te alabo con tambores y danzas
A ti te alaban criaturas y animales
A ti te alaban las montañas y los mares
A ti te alaban
A ese ser que creó este mundo por amor
No lo encontraba
No creía que fuera posible este don
Un Dios
Todo lo que veo a mi alrededor
Grita que aquí estás y esconde mi temor
Todo ser que aliente a la vida al Señor y grite bien fuerte
A ti te alabo, Señor en tu templo
A ti te alabo con todo el firmamento
A ti te alabo con todo lo que tú has hecho
A ti te alabo, Padre, Hijo, Amor eterno
A ti te alabo con trombas y flautas
A ti te alabo con tambores y danzas
A ti te alaban criaturas y animales
A ti te alaban las montañas y los mares
A ti te alaban
A ti te alabo aunque te escondas
Aunque yo no pueda verte a ti te alabo
Que me salvas de la muerte a ti te alabo
En el silencio de un amor que ya no siente a ti te alabo
Eres mi Dios, eres mi vida, eres mi fuerte
A ti te alabo en lo sencillo, cotidiano, indiferente
A ti te alabo con el vivo que te busca ansiadamente
A ti te alabo con el muerto que te espera nuevamente
A ti te alabo eres mi Dios, eres mi vida
A ti te alabo
A ti te alabo
A ti te alabo
A ti te alabo
Canto allo Spirito Santo
Spirito Santo, dolce presenza
Spirito Santo, dolce presenza
Vieni a fonderci con la tua volontà
Consolatore, luce del cuore
Soffia la tua vita dentro noi
Inebriaci di te, del tuo amore
Spirito santo, spirito di Gesù
Adesso tu manda noi ad infiammare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, con la tua grazia
Spirito Santo, testimone celeste
Donaci sapienza e verità
Promessa del Padre, sorgente di grazia
Vieni a dimorare dentro noi
Inebriaci di te, del tuo amore
Spirito santo, spirito di Gesù
Adesso tu manda noi ad infiammare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, con la tua grazia
Spirito santo, spirito di Gesù
Adesso tu manda noi ad infiammare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, usaci come vuoi
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno, l’Eterno
Spirito santo, spirito di Gesù
Muoviti dentro noi per rinnovare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, usaci come vuoi
Spirito santo
Lettura dal Vangelo
secondo Matteo
(Mt 21,28-32)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.
Canone
Dio è amore
Osate vivere per amore
Dio è amore
Non temete
Canto finale
Vieni e seguimi
Lascia che il mondo vada per la sua strada
Lascia che l’uomo ritorni alla sua casa
Lascia che la gente accumuli la sua fortuna
Ma tu, tu vieni e seguimi, tu vieni e seguimi
Lascia che la barca in mare spieghi la vela
Lascia che trovi affetto chi segue il cuore
Lascia che dall’albero cadano i frutti maturi
Ma tu, tu vieni e seguimi, tu vieni e seguimi
E sarai luce per gli uomini
e sarai sale della terra
e nel mondo deserto aprirai
una strada nuova (2v)
E per questa strada va’, va’
e non voltarti indietro, va’
…e non voltarti indietro
Meditazione
Proposta per il tempo di silenzio
Gesù è qui e ti parla
(dove ci sono i puntini “…” fermati e parla con Gesù)
Sorella mia, fratello mio, quanto sono felice di vederti qui accanto a me! …
Parlami di te, ti ascolto. Che cosa ti angustia in questo momento? …
Posso fare qualche cosa per te? …
Ricordati tutto è possibile se credi in me!
Hai qualcuno da raccomandarmi? Parlami dei tuoi cari …
Dei tuoi amici …
Dimmi cosa posso fare per ciascuno di essi …
Hai qualche problema? Mettilo con fiducia nelle mie mani …
Qualcosa non va nella tua vita spirituale? …
Qualche peccato ti opprime? …
Non sai superare qualche vizio? …
Ti è difficile esercitare qualche virtù? …
SONO QUI PER AIUTARTI E PERDONARTI …
Arrivederci fratello mio! Sorella mia! Ritorna presto …
Io sono sempre qui ad attenderti con AMORE …
Meditazione (Don Franco Mastrolonardo)
Questo cliché dei due figli ormai lo conosciamo bene: subito andiamo con la memoria al capitolo 15 di Luca, dove anche lì un uomo aveva due figli. Lì è il primo il figlio ribelle, svogliato, disobbediente, mentre il secondo, compiacente, servile un po’ falso. Ma cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Probabilmente in Luca la stessa questione è portata alle estreme conseguenze, tant’è che il Vangelo inizia con una richiesta straordinaria del figlio al padre. Nel Vangelo di oggi siamo ancora nella situazione ordinaria di famiglia: un padre che chiede un servizio al figlio. Vediamo allora come oggi vanno le cose. Il primo figlio risponde: non ne ho voglia, il primo è un figlio ribelle, reattivo, impulsivo, che prima di aderire a suo padre prova il bisogno imperioso, vitale di fronteggiarlo, di misurarsi con lui, di contraddirlo. Questi non ha nulla di servile. Il secondo figlio invece dice sì ma non lo fa. Lui è un figlio servile, compiacente. E’ ancora un adolescente immaturo che si accontenta di apparire. E’ uomo di maschere e di paure. I due fratelli della parabola, pur così diversi hanno tuttavia qualcosa in comune, la stessa idea di padre, un padre-padrone, al quale sottomettersi oppure ribellarsi, ma in fondo da eludere. E’ l’eterna questione dell’uomo non capace di riconoscere un Dio-Padre, un Dio-Amico e non un ostacolo ai suoi ideali, e così continua a combatterlo. Ma nella parabola improvvisamente qualcosa cambia, succede qualcosa. Nell’equazione direi matematica del figlio che disobbedisce al padre, appare un’ incognita che cambia segno e pone finalmente la storia dell’uomo dentro la volontà del Padre. Qual’è questa incognita? Si tratta di un verbo, tanto drammatico quanto semplice: si pentì. Di lì cambia tutto.
ENGLISH VERSION
A reading
from the holy Gospel
according to Matthew
(Mt 21:28-32)