Traccia di preghiera

Martedì 7 Luglio 2026

Adorazione Eucaristica

(Click here for the English Gospel)

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Canto di esposizione

Ora mi fermo

Eccomi, io sono ancora qui a chiederti di
Poter ricominciare un’altra volta
Sono già stato in mille città a cercare chi
Aprisse a questo cuore la sua porta

Ora mi fermo e resto con te
Lascio nel mondo il suo rumore
Perché in questo mio vagare
Nessun altro mai mi ha amato come te

Ora mi fermo e riposo in te
Smetto per sempre di cercare
Di nascondermi o scappare
Perché il senso che non c’era adesso c’è, e sei te

Eccomi, io sono ancora qui a chiederti di
Poter ricominciare un’altra volta
Sono già stato in mille città a cercare chi
Aprisse a questo cuore la sua porta

Ora mi fermo e resto con te
E lascio nel mondo il suo rumore
Perché in questo mio vagare
Nessun altro mai mi ha amato come te

Ora mi fermo e riposo in te
Smetto per sempre di cercare
Di nascondermi o scappare
Perché il senso che non c’era adesso c’è, e sei te

Sei te, fuoco che libera
Te, luce che annienta le tenebre
Te, cura dell’anima, gioia che illumina
Esplodi in me

Ora mi fermo e resto con te
Lascio nel mondo il suo rumore
Perché in questo mio vagare
Nessun altro mai mi ha amato come te

Ora mi fermo e riposo in te
Smetto per sempre di cercare
Di nascondermi o scappare
Perché il senso che non c’era adesso c’è, e sei te

Perché il senso che non c’era adesso c’è, e sei te

Canto allo Spirito Santo

Spirito Santo dolce presenza

Spirito Santo, dolce presenza
Vieni a fonderci con la tua volontà
Consolatore, luce del cuore
Soffia la tua vita dentro noi
Inebriaci di te, del tuo amore

Spirito santo, spirito di Gesù
Adesso tu manda noi ad infiammare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, con la tua grazia

Spirito Santo, testimone celeste
Donaci sapienza e verità
Promessa del Padre, sorgente di grazia
Vieni a dimorare dentro noi
Inebriaci di te, del tuo amore

Spirito santo, spirito di Gesù
Adesso tu manda noi ad infiammare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, con la tua grazia

Spirito santo, spirito di Gesù
Adesso tu manda noi ad infiammare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, usaci come vuoi

Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno
Scendi su di noi, scendi su di noi
Tu che sei l’Eterno, l’Eterno

Spirito santo, spirito di Gesù
Muoviti dentro noi per rinnovare la terra
Spirito santo, rendici uno in te
Usaci come vuoi, usaci come vuoi
Spirito santo

Lettura dal Vangelo
secondo Matteo
(Mt 13, 1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.

Canone

Il Signore è la mia forza
Mio canto è il Signor
Egli è il Salvator
In Lui confido non ho timor
In Lui confido non ho timor

Canto di reposizione

Io sono qui

Io sono qui e non ti lascio mai
Guardami son io, non temere
Spezzerò per te tutte le catene
Tornerai a volare, tornerai da me

Io sono qui e non ti lascio mai
Guardami son io, non temere
Spezzerò per te tutte le catene
Tornerai a volare, tornerai da me

Io sono con te ogni giorno
Nel tuo inferno, io ti sono accanto
Nel tuo pianto, ogni rimorso
Non ti faceva respirare, ma io ero lì con te

Soffierò in te la vita
Soffierò in te la pace
E sarai libero di amare
Gioirò con te, soffrirò con te
Non ti lascerò mai andare
Resterò con te

Io sono qui e non ti lascio mai
Guardami son io, non temere
Spezzerò per te tutte le catene
Tornerai a volare, tornerai da me

Tornerai da me
Tornerai da me
Tornerai da me
Tornerai da me
Tornerai da me
Non ti lascerò mai andare
Resterò con te

Io sono qui e non ti lascio mai
Guardami son io, non temere
Spezzerò per te tutte le catene
Tornerai a volare, tornerai da me

Meditazione

Meditazione (Don Roberto Seregni)

Mentre leggo e medito la bellissima parabola del seminatore, sento una vocina che mi dice: “Oggi ne hai proprio bisogno!”. Sì, è proprio così: questa parabola è una ventata di passione e di fiducia che spazza via la stanchezza e libera da tante delusioni e frustrazioni.
Questa parabola parla di Gesù e del suo ministero, ma parla anche di noi, di come dovremmo seminare la Parola di Dio senza farci prendere dallo sconforto, senza cadere nella tristezza quando i nostri progetti non lievitano come noi vorremmo.
Leggendo la parabola può sorprendere che il seminatore getti il seme in terreni dove è ovvio – almeno secondo la nostra visione – che le condizioni non siano di certo ideali per una buona raccolta. E questo è un primo messaggio della parabola: la Parola è per tutti. Gesù, infatti, non si è rivolto solo ai buoni, ai migliori, ai più interessati all’ascolto della Parola o all’annuncio del Regno. Gesù non è andato a colpo sicuro, lui si è rivolto a tutti. E la sua missione non è stata certa coronata sempre da successi e applausi, altrimenti non sarebbe morto trentenne inchiodato a una croce. Gesù non è arreso davanti ai fallimenti e alle delusioni, Lui ha continuato la sua opera fino alla fine.
Ma c’è anche un secondo messaggio importantissimo: l’assoluta fiducia nell’efficacia della Parola. Nel terreno buono frutta il cento, il sessanta o il trenta: secondo gli studi degli esperti, con le tecniche di lavoro di quel tempo, un sacco di semi poteva darne al massimo undici o dodici. La proporzione della parabola, quindi, è davvero smisurata, inverosimile. Il maestro vuole darci la certezza che la sua Parola, se è accolta, amata e vissuta, dà frutti straordinari e imprevedibili! È un invito alla fiducia. La parola da frutto, sempre.

Mentre rileggo questa breve riflessione, mi viene spontaneo pensare che Gesù ci abbia lasciato in eredità la parabola del seminatore ma non quella del raccoglitore. Il maestro sa che a tutti piace raccogliere frutti, ma non tutti sono disposti a seminare. Questo piccolo dettaglio dovrebbe liberarci un po’ dall’ansia del raccolto, dei numeri, delle quantità e delle statistiche…
La Chiesa di Gesù non ha bisogno di raccoglitori ansiosi e stressati, ma di seminatori infaticabili e misericordiosi.

Proposta per il tempo di silenzio

Gesù è qui e ti parla
(dove ci sono i puntini “…” fermati e parla con Gesù)

Sorella mia, fratello mio, quanto sono felice di vederti qui accanto a me! …

Parlami di te, ti ascolto. Che cosa ti angustia in questo momento? …

Posso fare qualche cosa per te? …

Ricordati tutto è possibile se credi in me!

Hai qualcuno da raccomandarmi? Parlami dei tuoi cari …

Dei tuoi amici …

Dimmi cosa posso fare per ciascuno di essi …

Hai qualche problema? Mettilo con fiducia nelle mie mani …

Qualcosa non va nella tua vita spirituale? …

Qualche peccato ti opprime? …

Non sai superare qualche vizio? …

Ti è difficile esercitare qualche virtù? …

SONO QUI PER AIUTARTI E PERDONARTI …

Arrivederci fratello mio! Sorella mia! Ritorna presto …

Io sono sempre qui ad attenderti con AMORE …

ENGLISH VERSION

A reading
from the holy Gospel
according to Matthew

(Mt 13:1-23)

Jesus left the house and sat by the lakeside, but such large crowds gathered round him that he got into a boat and sat there. The people all stood on the beach, and he told them many things in parables.
  He said, ‘Imagine a sower going out to sow. As he sowed, some seeds fell on the edge of the path, and the birds came and ate them up. Others fell on patches of rock where they found little soil and sprang up straight away, because there was no depth of earth; but as soon as the sun came up they were scorched and, not having any roots, they withered away. Others fell among thorns, and the thorns grew up and choked them. Others fell on rich soil and produced their crop, some a hundredfold, some sixty, some thirty. Listen, anyone who has ears!’
  Then the disciples went up to him and asked, ‘Why do you talk to them in parables?’ ‘Because’ he replied, ‘the mysteries of the kingdom of heaven are revealed to you, but they are not revealed to them. For anyone who has will be given more, and he will have more than enough; but from anyone who has not, even what he has will be taken away. The reason I talk to them in parables is that they look without seeing and listen without hearing or understanding. So in their case this prophecy of Isaiah is being fulfilled:
You will listen and listen again, but not understand,
see and see again, but not perceive.
For the heart of this nation has grown coarse,
their ears are dull of hearing, and they have shut their eyes,
for fear they should see with their eyes,
hear with their ears,
understand with their heart,
and be converted
and be healed by me.
‘But happy are your eyes because they see, your ears because they hear! I tell you solemnly, many prophets and holy men longed to see what you see, and never saw it; to hear what you hear, and never heard it.
  ‘You, therefore, are to hear the parable of the sower. When anyone hears the word of the kingdom without understanding, the evil one comes and carries off what was sown in his heart: this is the man who received the seed on the edge of the path. The one who received it on patches of rock is the man who hears the word and welcomes it at once with joy. But he has no root in him, he does not last; let some trial come, or some persecution on account of the word, and he falls away at once. The one who received the seed in thorns is the man who hears the word, but the worries of this world and the lure of riches choke the word and so he produces nothing. And the one who received the seed in rich soil is the man who hears the word and understands it; he is the one who yields a harvest and produces now a hundredfold, now sixty, now thirty.’
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