Traccia di preghiera

Martedì 21 Aprile 2026

Adorazione Eucaristica

(Click here for the English Gospel)

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Canto di esposizione

Il canto del mare

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Voglio cantare in onore del Signore
Perché ha trionfato, alleluia
Ha gettato in mare cavallo e cavaliere
Mia forza e mio canto è il Signore
Il mio Salvatore è il Dio di mio padre
Ed io lo voglio esaltare

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Dio è prode in guerra, si chiama Signore
Travolse nel mare gli eserciti
I carri d’Egitto sommerse nel Mar Rosso
Abissi profondi li coprono
La tua destra, Signore, si è innalzata
La tua potenza è terribile

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Si accumularon le acque al suo soffio
S’alzaron le onde come un argine
Si raggelaron gli abissi in fondo al mare
Chi è come te, o Signore?
Guidasti con forza il popolo redento
E lo conducesti verso Sion

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
Alleluia

Canto allo Spirito Santo

Vieni, vieni, Spirito d’amore

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Noi t’invochiamo, Spirito di Cristo
vieni Tu dentro di noi
Cambia i nostri occhi, fa che noi vediamo
la bontà di Dio per noi

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Vieni o Spirito dai quattro venti
e soffia su chi non ha vita
Vieni o Spirito, soffia su di noi
perché anche noi riviviamo

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare
Insegnaci a lodare Iddio
Insegnaci a pregare, insegnaci la via
Insegnaci Tu l’unità

Vieni, vieni, Spirito d’amore
ad insegnar le cose di Dio
Vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi

Lettura dal Vangelo
secondo Giovanni
(Gv 10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.

Ritornello meditazione

Esultate in Dio, oh, oh
Esultate in Dio, oh, oh
Canta la terra al suo Signore
Alleluia, alleluia

Ritornello intercessioni

Solo tu sei il mio pastoreNiente mai mi mancheràSolo tu sei il mio pastore
O Signore

Canto di reposizione

Dall’eternità

Dall’eternità io ho scelto te
Dall’eternità il tuo nome è scritto sul mio cuore
Cambierò il tuo lutto in gioia, ti consolerò
Con te sarò

Dall’eternità già ti pensai
Dall’eternità prima che nascessi io ti consacrai
Tu sei mio, non temere nulla
Ti consolerò sempre

Non dire: “Sono giovane”, non chiederti il perché
Sui regni e le nazioni ti darò autorità
Non dire: “Sono debole”, io ti proteggerò
Sulla tua bocca metterò, le mie parole metterò
Dall’eternità ti ho scelto per amore

Dall’eternità io ho scelto te 
Io ti manderò e dirai le cose che ti ordinerò
Toccherò la tua bocca
Ora ti proteggerò sempre

Non dire: “Sono giovane”, non chiederti il perché
Sui regni e le nazioni ti darò autorità
Non dire: “Sono debole”, io ti proteggerò
Sulla tua bocca metterò, le mie parole metterò
Dall’eternità ti ho scelto per amore

Tu appartieni a me, ti custodirò per sempre
Ti consacrerò, tu sarai con me per sempre
Tu appartieni a me, ti custodirò per sempre
Ti consacrerò, tu sarai con me per sempre

Non dire: “Sono giovane”, non chiederti il perché
Sui regni e le nazioni ti darò autorità
Non dire: “Sono debole”, io ti proteggerò
Sulla tua bocca metterò, le mie parole metterò
Dall’eternità ti ho scelto per amore

Meditazione

Meditazione (p. Ermes Ronchi)

Per me, una delle frasi più solari del Vangelo, dove appoggio la mia fede, che mi rigenera ogni volta che l’ascolto: sono venuto perché abbiano la vita; è venuto per la mia vita piena, abbondante, gioiosa. Non per quel minimo senza il quale la vita non è vita, ma quella esuberante, eccessiva, che rompe gli argini e tracima, scialo di libertà e coraggio. La parola “vita” lega insieme tutta la Scrittura; è supplica nei Salmi: fa’ che io viva! Fammi camminare sui campi della vita!

Giona si adira con Dio perché, invece di distruggere Ninive, è pastore per i centoventimila della città che non distinguono la destra dalla sinistra. Il primo di tutti i comandamenti, quello che introduce l’intera sezione della legge è: «Hai davanti a te la vita e la morte. Scegli!». E intende: scegli la vita! Vita è tutto ciò che possiamo pensare per riempire questo nome. È proprio la piccola parola “vita” a rendere inconciliabili il pastore e il ladro. Il pastore chiama le sue pecore, ciascuna per nome. L’eccedenza di Dio. Quale pastore ha dato un nome a tutte le pecore? Ad alcune sì, magari a molte, ma le centinaia di pecore del suo gregge, chi può distinguerle e ricordarle? Chi perde tempo a recitare ogni mattina tutta la litania dei loro nomi, anziché un solo fischio o un richiamo unico per tutte?

Ma è proprio scritto così: le chiama ciascuna per nome. Per noi il gregge è anonimato, fine dell’identità, omologazione. Per Gesù, no: mi da tempo, dice il mio nome, gli sto a cuore, non mi confonde con nessun’altro. E le conduce fuori. Anzi, «le spinge fuori». Non in un altro recinto magari più grande, ma fuori per spazi aperti. Io sono la porta. Non eleva muri o steccati a dividere; Cristo è passaggio, apertura, pasqua, breccia di luce, vita che entra ed esce. Pastore pieno di futuro, porta dell’amore leale e sicuro (chi entra attraverso di me si troverà in salvo), più forte di ogni prigione (potrà entrare e uscire), dove placare la fame e la sete della storia (troverà pascolo).

E cammina davanti alle pecore. Pastore apripista, che non sta alle spalle a richiamare e ad agitare il bastone, non è un cane da pastore che deve tenere in riga le pecore. Non gli interessa. Le pecore stanno in riga perché intravedono davanti uno di cui hanno fiducia, vedono la strada che fa, sanno che è sicura, sanno che in fondo a quella fila c’è profumo di vita. E Gesù si definisce come porta: non un muro, o un vecchio recinto, dove giri e rigiri e torni sui giri di prima, non un guinzaglio, né corto né lungo. Cristo è porta aperta, buco nella rete, breccia nel muro, passaggio, transito, spazio per il cuore, per cui va e viene il respiro di terra e cieli nuovi.

Proposta per il tempo di silenzio

Gesù è qui e ti parla
(dove ci sono i puntini “…” fermati e parla con Gesù)

Sorella mia, fratello mio, quanto sono felice di vederti qui accanto a me! …

Parlami di te, ti ascolto. Che cosa ti angustia in questo momento? …

Posso fare qualche cosa per te? …

Ricordati tutto è possibile se credi in me!

Hai qualcuno da raccomandarmi? Parlami dei tuoi cari …

Dei tuoi amici …

Dimmi cosa posso fare per ciascuno di essi …

Hai qualche problema? Mettilo con fiducia nelle mie mani …

Qualcosa non va nella tua vita spirituale? …

Qualche peccato ti opprime? …

Non sai superare qualche vizio? …

Ti è difficile esercitare qualche virtù? …

SONO QUI PER AIUTARTI E PERDONARTI …

Arrivederci fratello mio! Sorella mia! Ritorna presto …

Io sono sempre qui ad attenderti con AMORE …

ENGLISH VERSION

A reading
from the holy Gospel
according to John

(John 10:1-10 )

Jesus said:
  ‘I tell you most solemnly, anyone who does not enter the sheepfold through the gate, but gets in some other way is a thief and a brigand. The one who enters through the gate is the shepherd of the flock; the gatekeeper lets him in, the sheep hear his voice, one by one he calls his own sheep and leads them out. When he has brought out his flock, he goes ahead of them, and the sheep follow because they know his voice. They never follow a stranger but run away from him: they do not recognise the voice of strangers.’
  Jesus told them this parable but they failed to understand what he meant by telling it to them.
  So Jesus spoke to them again:
‘I tell you most solemnly,
I am the gate of the sheepfold.
All others who have come
are thieves and brigands;
but the sheep took no notice of them.
I am the gate.
Anyone who enters through me will be safe:
he will go freely in and out
and be sure of finding pasture.
The thief comes
only to steal and kill and destroy.
I have come
so that they may have life and have it to the full.’
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