Traccia di preghiera

Martedì 1 Settembre 2026

Adorazione Eucaristica

(Click here for the English Gospel)

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Canto di esposizione

Tu sei Santo, Tu sei re

Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re

Lo confesso con il cuor
Lo professo a te Signor
Quando canto lode a te
Sempre io ti cercherò
Tu sei tutto ciò che ho
Oggi io ritorno a te

Io mi getto in te Signor
Stretto fra le braccia tue
Voglio vivere con te
E ricevo il tuo perdono
La dolcezza del tuo amor
Tu non mi abbandoni mai, Gesù

Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re

Lo confesso con il cuor
Lo professo a te Signor
Quando canto lode a te
Sempre io ti cercherò
Tu sei tutto ciò che ho
Oggi io ritorno a te

Io mi getto in te Signor
Stretto fra le braccia tue (fra le braccia tue)
Voglio vivere con te (voglio vivere con te)
E ricevo il tuo perdono
La dolcezza del tuo amor
Tu non mi abbandoni mai Gesù

Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re

Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re
Tu sei santo, tu sei re

Canto allo Spirito Santo

Manda il tuo Spirito

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi
Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

La tua presenza noi invochiamo per esser come tu ci vuoi
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi
Impareremo ad amare proprio come ami tu
Un sol corpo e un solo spirito saremo
Un sol corpo e un solo spirito saremo

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi
Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

La tua sapienza noi invochiamo
Sorgente eterna del tuo amore
Dono radioso che dà luce ai figli tuoi
Nel tuo amore confidiamo, la tua grazia ci farà
Chiesa unita e santa per l’eternità
Chiesa unita e santa per l’eternità

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi
Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi
Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Manda il tuo Spirito, Signore, su di noi

Lettura dal Vangelo
secondo Matteo
(Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Rileggi con calma il brano e ascolta quale parola o espressione senti maggiormente rivolta a te. Se vuoi puoi anche ripeterla a voce alta. Segue poi un lungo tempo di silenzio, per stare in dialogo con il Signore Gesù. Se ti può essere utile, in fondo a questa traccia trovi una piccola proposta di meditazione.

Canone

Oh, oh, oh, adoramus te, Domine
Oh, oh, oh, adoramus te, Domine

Canto di reposizione

Mi basta la tua grazia

Quando sono debole allora sono fortePerché tu sei la mia forzaQuando sono triste è in te che trovo gioiaPerché tu sei la mia gioia
Gesú, io confido in teGesú, mi basta la tua grazia

Sei la mia forza, la mia salvezzaSei la mia pace, sicuro rifugioNella tua grazia voglio restareSanto Signore, sempre con te

Quando sono povero allora sono riccoPerché tu sei la mia ricchezzaQuando son malato è in te che trovo vitaPerché tu sei guarigione

Gesú, io confido in teGesú, mi basta la tua grazia

Sei la mia forza, la mia salvezzaSei la mia pace, sicuro rifugioNella tua grazia voglio restareSanto Signore, sempre con te

Sei la mia forza, la mia salvezzaSei la mia pace, sicuro rifugioNella tua grazia voglio restareSanto Signore, sempre con te

Sei la mia forza, la mia salvezzaSei la mia pace, sicuro rifugioNella tua grazia voglio restareSanto Signore, sempre con te

Quando solo debole allora sono fortePerché tu sei la mia forza

Meditazione

Meditazione (Fra Roberto Pasolini)

Le parole con cui la preghiera di colletta trasforma in supplica la liturgia di questa domenica vanno dritte al cuore del vangelo, domandando a Dio la capacità di renderci «custodi attenti di ogni fratello». La carità fraterna è presentata dalle letture non solo come un atto di aiuto nei confronti degli altri, ma come un atteggiamento indispensabile a noi, per approfondire e accogliere sempre più il dono della nostra salvezza.
Nella lettera ai Romani, l’apostolo esordisce con un invito di grande speranza e consolazione, affermando che:

«non siamo debitori di nulla a nessuno» (Rm 13,8).

Mentre abbiamo sempre l’impressione che ogni cosa abbia un prezzo da pagare, Paolo propone di andare alla radice della grazia battesimale, ricordando che l’unico «dovere» di un figlio di Dio è quello di riconoscere l’altro come qualcuno da poter sempre ricominciare ad amare, «un fratello per il quale Cristo è morto» (1Cor 8,11). Non dovremmo mai dimenticare che la libertà inaugurata dal vangelo ha ridotto la lista dei nostri debiti a un solo vincolo, quello «dell’amore vicendevole» (Rm 13,8). Questa è l’unica cosa che Dio non può e non vuole fare al nostro posto. Tutto il resto — i nostri limiti, i nostri vuoti, i nostri peccati — Dio è capace di assumerli, e lo fa volentieri, per condurli a «pienezza» (13,10) attraverso la sua misericordia.
Le voci del profeta Ezechiele e del Signore Gesù sembrano cospirare insieme per ricordarci che la correzione fraterna non può essere vista come un optional, ma come un’esigenza di verità delle nostre relazioni umane. Infatti, se non richiamiamo il fratello che si sta comportando da «malvagio» (Ez 33,8), paradossalmente siamo noi a rischiare di non essere più dentro uno spazio di salvezza. Se, da un lato, la vita del fratello è costantemente affidata (anche) alla nostra vigilanza — come ricorda bene il profeta — dall’altro è pur vero che il modo più autentico di volere il suo bene non può che tradursi nella capacità di rispettare fino in fondo il mistero della sua libertà, fino ad assumere il rischio che il nostro amore possa restare anche incompreso o rifiutato.
Certo, una frettolosa lettura delle parole di Gesù nel vangelo potrebbe autorizzare un graduale allontanamento della «mela marcia» presente nella trama delle nostre relazioni. Se ascoltiamo invece con attenzione l’insegnamento del Signore, ci accorgiamo che le sue parole non sono altro che la confessione di come la misericordia possa e debba sempre restare il criterio di fondo della comunità dei credenti. Se «un fratello» commette «una colpa» (Mt 18,15) – dice Gesù – dobbiamo sentirci, prima personalmente, poi comunitariamente, molto responsabili nei suoi confronti, con la speranza di poterlo recuperare alla comunione nel più breve tempo possibile. Tuttavia, con grande realismo, se non dovessimo riuscire a guadagnarlo, non dobbiamo né giudicarci, né giudicarlo:

«Sia per te come il pagano e il pubblicano» (Mt 18,17).

Non si tratta di un’esortazione al disimpegno, ma alla fiducia in quel Dio capace di trasformare in vita nuova ogni distanza e ogni peccato.
Il profeta Ezechiele direbbe che ciascuno è chiamato a diventare una «sentinella» (Ez 33,7), il cui principale compito consiste nel vegliare e scrutare l’orizzonte, ben sapendo di potersi esporre, così facendo, al rischio di essere la prima persona a poter subire l’invasione del nemico. Accettare la sorte del fratello significa assumere il destino della sentinella, che è la prima persona a poter soccombere, ma anche l’unica a poter fare qualcosa in caso di necessità. Il finale del vangelo ci svela quale imprescindibile missione sia consegnata nelle mani di ogni comunità e di ogni discepolo di Cristo:

«Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo» (Mt 18,18).

Prima, e ben al di là, di qualsiasi interpretazione giuridica, il Signore Gesù allude qui alla grande responsabilità affidata a chi ha conosciuto l’amore del Padre di dover incarnare, già in questo mondo, la qualità di quei rapporti che saranno un giorno la sostanza dell’eternità del cielo. Non siamo autorizzati dunque a nessuna esclusione, ma solo incoraggiati a percorrere con fede ogni cammino di inclusione. Senza mai dimenticare che il fratello sempre bisognoso di essere guadagnato — a caro prezzo — siamo anzitutto noi

Proposta per il tempo di silenzio

Gesù è qui e ti parla
(dove ci sono i puntini “…” fermati e parla con Gesù)

Sorella mia, fratello mio, quanto sono felice di vederti qui accanto a me! …

Parlami di te, ti ascolto. Che cosa ti angustia in questo momento? …

Posso fare qualche cosa per te? …

Ricordati tutto è possibile se credi in me!

Hai qualcuno da raccomandarmi? Parlami dei tuoi cari …

Dei tuoi amici …

Dimmi cosa posso fare per ciascuno di essi …

Hai qualche problema? Mettilo con fiducia nelle mie mani …

Qualcosa non va nella tua vita spirituale? …

Qualche peccato ti opprime? …

Non sai superare qualche vizio? …

Ti è difficile esercitare qualche virtù? …

SONO QUI PER AIUTARTI E PERDONARTI …

Arrivederci fratello mio! Sorella mia! Ritorna presto …

Io sono sempre qui ad attenderti con AMORE …

ENGLISH VERSION

A reading
from the holy Gospel
according to Matthew

(Mt 18:15-20)

Jesus said to his disciples: ‘If your brother does something wrong, go and have it out with him alone, between your two selves. If he listens to you, you have won back your brother. If he does not listen, take one or two others along with you: the evidence of two or three witnesses is required to sustain any charge. But if he refuses to listen to these, report it to the community; and if he refuses to listen to the community, treat him like a pagan or a tax collector.
  ‘I tell you solemnly, whatever you bind on earth shall be considered bound in heaven; whatever you loose on earth shall be considered loosed in heaven.
  ‘I tell you solemnly once again, if two of you on earth agree to ask anything at all, it will be granted to you by my Father in heaven. For where two or three meet in my name, I shall be there with them.’
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