Hai tempo fino alle 21.45
per seguire la traccia seguente;
poi ti invitiamo a tornare fra i banchi.
Buona preghiera!
Alzati e vai dietro di te, verso le porte della basilica; di fronte a te troverai uno spazio di preghiera con la figura di Maria.
Avvicinati all’immagine, siediti sul tappeto, su un cuscino o su una sedia, dove ti è più facile pregare, scegliendo una posizione che ti aiuti a respirare con calma e ad entrare in contatto con lei. Lascia che il silenzio faccia spazio dentro di te.
Riprendi la domanda da cui siamo partiti:
“Gesù viene a te come un bimbo; tu come ti poni?”
Ripetila dentro di te, e ripetila anche a Maria.
Mettiti poi in ascolto della Parola di Dio che ti raggiunge ora:
L’angelo disse a Maria: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù». Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». (Lc 1,30-31.34-35.38)
Lascia che questa scena ti raggiunga. Una ragazza giovane, semplice, che nessuno conosce oltre il suo villaggio. Una vita normale, senza particolari prospettive. E in quel punto preciso della storia, Dio la chiama per qualcosa che supera ogni possibile immaginazione. Non le spiega tutto. Non le toglie la paura. Non risolve i dubbi. Maria resta con la domanda sulle labbra: “come avverrà?”. Eppure, quel dubbio non diventa un muro. Lei resta aperta. Non blocca Dio. Non scappa. Non si chiude. Non pretende prove. Dice solo: “eccomi!”.
Tu hai scelto questo spazio partendo da una risposta:
“Sento il bisogno di qualcuno che mi porti più vicino a lui, perché da solo/a non ci arrivo”.
Forse anche Maria vive qualcosa di simile: non arriva a Dio da sola. È Dio che arriva a lei. Lei lo accoglie, si lascia portare dentro qualcosa di più grande. E così diventa madre del Signore.
Forse anche tu, oggi, percepisci che ti manca qualcosa per andare verso Gesù con decisione… Magari ti senti fragile, confuso/a, incerto/a, stanco/a. O forse percepisci solo un piccolo desiderio, non forte, non chiaro, ma reale. In Maria puoi riconoscere questa dinamica: non è lei a prendere l’iniziativa, è Dio che la raggiunge. A lei è chiesto solo di fare spazio.
L’angelo, Gabriele, diventa per Maria quel “qualcuno” che la porta vicina a Dio, il tramite, il messaggero, il compagno di cammino… Anche a te certamente Dio sta donando un angelo, un mediatore potente, per aiutarti a giungere da lui… o, meglio, perché lui giunga a te attraverso questo fratello, questa sorella.
Quando te la senti allora, alzati e torna verso il presbiterio della basilica. Lungo il cammino sentiti accompagnato/a in questo dall’angelo Gabriele e dai tuoi “angeli”. Prendi posti fra i primi banchi; Gesù bambino è lì, a pochi passi da te… Ora alza gli occhi verso l’altare maggiore, e scrutalo nella penombra, osserva chi c’è al centro, sotto il grande Crocifisso…